Francesco Morelli: "Teniamo conto che la media delle persone che rientrano in carcere dopo una prima esperienza è del 70%, il livello di non accettazione della società è tale per cui quando uno esce non trova dove andare a abitare, non gli danno lavoro, non trova amicizia, non trova niente, se non nei circuiti criminali".
Suicidio e altri tipi di fuga
Laura Baccaro: "Quindi anche questo clima, soprattutto questo clima di questo vissuto dai detenuti fa sì che sfuggo alla situazione, sfuggo, mi rendo libero in qualche modo e metto in atto delle strategie di protesta, delle strategie di evasione, qual è il suicido, d’altra parte gli eventi critici, come diceva prima Francesco, negli eventi critici c’è anche l’evasione e suicidio a piena regola ci sta in questo. Nel suicidio l’autolesionismo in carcere, parliamo di una media intorno ai 5 mila episodi all’anno di autolesionismo e di tentato suicidio intorno agli 800, la media degli ultimi 5 anni, non è legato al dipendente da patologie mentali o patologie psichiatriche, vero è che c’è un’altissima percentuale di disagio mentale che viene acuito dalle condizioni di vivibilità che la persona si trova a vivere in questo momento, se noi andiamo a vedere poi, proprio legandoci al fatto dell’invivibilità delle condizioni, dell’assenza di speranza, parlare di uomini con il futuro di dietro, noi andiamo a vedere il tasso di suicidio in carcere è di 21 volte superiore al tasso di suicidio della popolazione italiana. All’estero se è successo in Polonia, un detenuto si è suicidato, è successo a gennaio, il Ministro della giustizia ha dovuto dimettersi."
Francesco Morelli: "Il direttore delle carceri del Canada, proprio ieri ha lanciato l’allarme per il suicidio nelle carceri, in due anni si sono uccisi 17 detenuti, in Canada sono andato
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